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ZEN FED FASHION ZEN

Che centra!


Che centra la Moda il Fashion con lo ZEN?
Niente! Apparentemente niente se rapportato al quotidiano lavoro che svolge un ENGINEER DESIGNER durante la sua normale giornata lavorativa.
Ma se qualcuno avesse la fortuna di incontrare un FED, o frequentare i discepoli appartenenti al EXCLUSIVE CLUB del Maestro Luciano Di Nardo capirebbe tutto senza leggere la prossima riga.
Ma per ora i fortunati sono pochi, hanno grandi occhi tanto rispetto per il futuro la l'ARTE di essere.
DIFFICILE CREDE 
che l'apprendimento di quest’arte possa essere tramandata oggi e praticata nel quotidiano.
E' il tirocinio dell’essere che raccorda la mentalità con lo stile dell'essere sganciato dalle pressioni delle azioni PENSATE.
Questa "formula" viene applicata anche nelle arti marziali giapponesi.
Dove l’obbiettivo è l’armonizzazione della coscienza con l’inconscio.

Rimozione

LA RIMOZIONE di ammassi ingombranti liberano spazio predisponendo il terreno alla ricezione del
"SEME DEL SAPERE"
Per diventare MAESTRO o DISCEPOLO praticante di un arte cosi particolare, non basta la conoscenza o la tecnica, serve l'ascolto dello Spirito Libero.
L’approccio positivo al foglio bianco, la coscienza pura, l'anima vuota, il baratro del sapere, questo è l'incontro con noi stessi nell'intimo della solitudine. Il primo fattore di liberazione e completamento relazionale con l’inconscio e il disequilibrio interno.
Il MAESTRO “ZEN FED FASHION ZEN” ASCOLTA i suoi Allievi, ponendosi in rapporto di subalternità. Non impone loro uno stato d’essere, ma ricerca in loro, nel profondo, l’eccellenza individuale, facendola emergere in tutta la luce.
Il superamento della tecnica diviene negazione della tecnica stessa, è il fattore di riequilibrio con l’espressione artistica proveniente dall’inconscio.
E’ in questo momento che la comprensione delle proprie abilità divengono reali, armonizzando il gesto alla sensibilità.

Certezza

ERO CERTO... di essere un apprezzato e stimato Profe di INGEGNERIA di prodotto, di aver compreso tutto e ottimizzato il giusto per divulgare e insegnare la materia di mia competenza in modo perfetto. Ero così convinto e convincente, che ritenevo il metodo di docenza infallibile in quanto frutto di un importante percorso MASTER tenuto nel più prestigioso Istituto Internazionale per la formazione di Manager per l'area MODA.
Questa storica struttura intrisa di muffa e pregna effusi odori di preziosi legni antichi cerati a mano era gestito da docenti vintage e catatonici mosti sacri denominati SARTI, mitici artigiani degli anni settanta su cui tutta l’industria della moda basò il suo sviluppo e conseguente fama riconosciuta in tutto il mondo.
Al timone di questo prestigioso Istituto, il mitico "comandante" il Commendatore, figura carismatica, densa, compatta, solida e concreta, capostipite di una numerosa figliata di soggetti che ancor oggi vivono e sopravvivono della sua gloria.

Per questa mia certezza sarei stato capace di affrontare qualsiasi assemblea, dibattito pubblico o semplicemente una discussione, tenendo fede al mio credo fino alla rottura di qualsiasi rapporto con gli interlocutori.
Granitico e consapevole delle mie convinzioni e abilità, mi sarei indubbiamente radicato nel sistema, raggiungendo stati di assoluta camaleontica immobilità mentale e staticità di pensiero, divenendo a mia volta catatonico mostro sacro.
Fortuna volle che un giorno, IL GIORNO più importante della mia vita professionale, fossi stato prescelto per una *TURNE'*. Una missione di indottrinamento nel paese del SOLE ROSSO, dove appresi l’arte della VIA.

Consapevolezza

CONSAPEVOLEZZA. A distanza di anni, nella sessione di esami alla chiusura di un anno d'INDOTTRINAMENTO, i miei allievi hanno provato emozioni indescrivibili al limite di un orgasmo trascendentale.
Questa evoluzione della preparazione ha indotto  infusioni di importanti masse di Sapere, attivando di fatto un sistema automatico di consapevolezza dei propri impulsi di genialità creativa sprigionando in aula uno stato di contagiosa euforia.
Devo ringraziare  Loro che hanno saputo interpretare perfettamente il concetto di “ZEN FED FASHION ZEN” riscuotendo enorme successo personale e di gruppo, completando il primo tragitto formativo con la consapevolezza e la modestia di un allievo  di Aikido in un Monastero Tibetano.
Mentre condividevo la gioia del loro successo, fui tentato di estraniarmi anche fisicamente, mentre spiritualmente ero già stato proiettato nella dimensione parallela del mio primo tempo, sempre palpabile e presente nella mia quotidianità.
Mi rivedevo in magnifiche enormi aule minimaliste, grigie, nude di simbolici orpelli ma gonfie di antico sapere orientale colorato di spazi densi colmi di sguardi e mutismi imbarazzanti. Improvvisamente il tempo fu scandito da suoni ideogrammatici che srotolavano precise e improbabili domande:
SENSEI Di Nardò (con accento) prego: .... vorrei sapere cosa è la linea italiana....
SENSEI Di Nardò prego: .... vorrei sapere perché la % e importante nella progettazione zen
- """"""".....""""""  prego: .... vorrei sapere se c'è un età per imparare.....
Magicamente la mia anima si pose parallelamente alla cultura giapponese colmando quel enorme baratro che mi divideva soltanto un attimo prima da quel fantastico popolo. Rispondevo "nella loro lingua" alle soffici e infantili domande dei miei numerosi bianchi faccine di fine porcellana orientale, individui educatissimi, apparentemente privi di espressività e sentimenti, ma insaziabili divoratori di sapere e conoscenze. Il "Sapere" che ancora una volta veniva importato da affaccendati mercanti italiani,  bazzicanti  ciarlieri di questi porti e viandanti stranieri accolti con sospetto per essere poi mitizzati come eroi, qualsiasi disciplina rappresentassero, fossero essi grandi commercianti, fanfaroni o avventurosi trasvolatori.